L'opera di Giovanni Muzio, all'angolo tra via Turati e via della Moscova, risplende dopo l'intervento delle imprese Restauri Formica e Gasparoli Restauri, le quali hanno eseguito un intervento che ha ripulito intonaci e stucchi da smog e segni del tempo. Conservare, salvaguardare e in qualche caso integrare, queste le linee guida di un intervento che dovrebbe essere indicato come esempio da ammirare e a cui puntare.
In sé l’edificio presenta un’architettura tanto strana e fuori da ogni canone o gusto del tempo – di ogni tempo, forse – che fin dalla sua costruzione nel 1922 fu denominata Ca’ Brutta. Per come si presenta la facciata, si potrebbe dire che il “gioco di collage” che formano le pietre, sia la traduzione materica e materiale della poetica metafisica o addirittura dell’estetica dell'antigrazioso di Carrà. Nonostante il ricorso a motivi apparentemente classici, l'edificio aveva una squadratura che nulla concedeva all'amabile convenzionalità dell'eclettismo dominante di quei palazzi che definiva "case dei pescecani". Muzio interviene su un progetto dalle cospicue proporzioni in cui tutto era già stato impostato; la sua intuizione ancora oggi vincente fu di costruire un unico edificio a quattro cortili interni, i quali si potevano realizzare in due corpi staccati, con una strada interna (via Mangili) come se fosse un vero pezzo di città, restituito alla città stessa.

MATERIALI UTILIZZATI:
- KEIM CONTACT PLUS E KEIM GRANITAL per le parti lisce in tinta chiara (beige).
- KEIM GRANITAL opportunamente diluito con KEIM SPEZIAL FIXATIV per le velature sull’originale intonaco terranova (grigi)
 

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